
Un gruppo di esperti del settore ambientale di tutto rispetto quello schierato nella sala polifunzionale della chiesa di Puccianiello di Caserta, grazie all’ospitalità di Don Antonello Gianotti ed alla preparazione tecnica di Giovanni Izzo . Microbiologi come il dottor Santagata, dottor Lembo, esperti del settore zootecnico come Lino Martone , farmacisti ed operatori della sanità come Mariano De Matteis. Il tema è suggestivo e complesso, l’inquinamento delle falde acquifere in Terra di Lavoro. La dissertazione è partita dalla situazione de Lo Uttaro con le potenziali penetrazioni del percolato nei bacini idrici, un fenomeno esposto dal dottor Lembo, una condizione di pericolo che incombe mancando la messa in sicurezza del sito. Dal particolare al generale il dottor Santagata ha spaziato sulla situazione di generale dissesto del nostro territorio che coinvolge i fiumi, i pozzi, le coste. Un problema che si riverbera sulla filiera zootecnica ed agroalimentare minando l’ alimentazione e l’economia della provincia casertana. Il dottor De Matteis ha relazionato sulle malattie in aumento, sulle allergie favorite dall’inquinamento, sciorinando dati derivati dalla prassi professionale e dall’esperienza acquisita con l’associazione Medicus mundi. Un quadro impietoso che svela la miseria della nostra crisi regionale, un dramma nascosto dai mass media ed ignorato dalla stessa classe dirigente che sta portando la popolazione campana alla distruzione lenta ma inarrestabile. Un vero e proprio crimine ambientale contro l’umanità con il corollario di violazione dei diritti civili elementari, come il diritto alla vita e alla salute, come affermato da Pasquale Costagliola coordinatore del convegno. Una sorta di etnocidio/ suicidio di popolo che si sta svolgendo nel silenzio degli innocenti, per parafrasare un titolo famoso di film. All’incontro sono stati presenti i gruppi che si battono contro le discariche ed i misfatti ambientali di Maddaloni e Marcianise. Da quest’ultimo comune hanno portato il loro apporto l’architetto Di Dio, Irene Maffini, Rosa Tartaglione, Elisa Maietta, Carmine Posillipo. Sul fronte delle associazioni sono intervenuti Matteo Palmisani della Lipu , Maria Rosaria Iacono di Italia Nostra, Pasquale Ascione del sindacato Rdb, Fiore Marro dell’associazione culturale due Sicile di S.Nicola . Oltre che contro informare l’incontro s’è posto l’obiettivo di spingere l’opinione pubblica ad una richiesta immediata dell’asportazione del percolato dal fosso della Mastropietro, una campagna che sta impegnando i comitati in maniera strenua e che vedrà prossimamente una delegazione mista di associazioni e politici casertani da Pansa e Bassolino .
Mercoledì 5 Dicembre ore 16,00 presso la sala multimediale della
Parrocchia “SS.NN. di Maria” in Caserta – Puccianiello
INQUINAMENTO DELL’ARIA, DELL’ACQUA, DEL SUOLO, DEL CIBO.
1a CONFERENZA INFORMATIVA SULLA SITUAZIONE DI DEGRADO
AMBIENTALE DEL TERRITORIO CASERTANO
A cura dell’ Associazione “Terra Nostra”
L’inquinamento che colpisce la Campania è un veleno che sta penetrando in tutte le cose.
L’aria, l’acqua, il suolo, gli animali, la flora, il cibo, gli esseri umani sono colpiti da questo vero e proprio morbo moderno. Le discariche non impermeabilizzate rilasciano percolato che ha captato da anni le falde acquifere del nostro territorio. Questo liquido prodotto dai rifiuti ammassati all’aria aperta, dilavati dalle piogge, a cui si aggiungono le “essenze” di scarti industriali, gli umori di ogni residuo abbandonato senza controllo nei santuari dell’immondizia, si infiltra nel reticolo dei fiumi sotterranei, nei bacini imbriferi. Il veleno si diffonde, viaggia nelle falde che s’intersecano sotto i nostri piedi ed affiora nei pozzi e negli emungimenti che vengono praticati per uso irriguo, per alimentazione del bestiame, per le stesse necessità di approvvigionamento idrico potabile.
Da questo flusso underground l’inquinamento si insinua nelle nostre case, sulle tavole, negli alimenti.
Un fenomeno, per molti versi oscuro, sta intaccando la agricoltura, la zootecnia, la vita quotidiana della gente in maniera subdola e letale. La comprensione del pericolo è legata ad una giusta controinformazione che lungi dal voler determinare allarmismi, deve rendere consapevoli famiglie e cittadini, imprese ed enti dello status quo vigente in Campania al fine di una reazione adeguata per il ripristino della normalità, per la tutela della salute .
L’argomento inquinamento è certamente dei più delicati per le implicazioni pratiche nella vita quotidiana di famiglie ed imprese, per i risvolti economici oltre che di igiene e salute. Su quanto descritto parleranno il Dr. Nicola Santagata esperto in microbiologia, ex dirigente dell’ARPAC, il Dr. Lino Martone presidente del SIAB, sindacato allevatori; il Dr. Mariano De Matteis farmacista, esponente dell’associazione Medicus Mundi, introduzione del Dr. Pasquale Costagliola presidente di Terra Nostra.
SI INVITANO ALLA MASSIMA PARTECIPAZIONE CITTADINI E ASSOCIAZIONI AFFINCHÈ, SIA SOSTENUTA LA RICHIESTA DI BONIFICA DI “LO UTTARO” E NON SOLO
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Il 2 ottobre a Casolla di Caserta, a 147 anni dalla battaglia del Volturno, l’ Associazione Neoborbonici, Giglio Tifatino e Terra Nostra Caserta hanno ricordano i Caduti del Regno delle Due Sicilie.
CORTEO DEL 29 SETTEMBRE 2007
Ogni manifestazione pubblica si presta ad interpretazione diverse dai punti di vista da cui viene osservata. Il corteo del 29 settembre,una cosa ha certamente sancito in maniera oggettiva, la presenza di massa della popolazione contro la condizione di emergenza che incombe sul territorio. Ma non si tratta di una generica protesta verso uno stato di fatto bensì la condanna di una classe dirigente imbelle e colpevole a cui viene imputata la crisi dei rifiuti e l’apertura di una megadiscarica nella conurbazione casertana. Il popolo sceso in piazza è lo stesso che non trova ascolto nelle sedi istituzionali chiusesi a riccio contro la volontà dei cittadini e contro lo stesso buonsenso. Lo Uttaro è un misfatto contro la vita che continua ad avvelenarci e che non vede prospettive di soluzione.
In strada è scesa una massa ragguardevole di giovani, vecchi, operai, professionisti, impiegati, se si pensa alla condizione di ricatto morale che la crisi economica, la disoccupazione, la dissoluzione sociale impongono a Caserta. Soprattutto è da rilevare come nel corteo era presente quel popolo delle associazioni, dei gruppi, delle unioni che crede nella solidarietà, che da sempre s’ispira ai principi dell’umanitarismo e della fratellanza. Cristiani, laici, evangelici, religiosi, che stanno protestando con veemenza contro quegli uomini e partiti a cui avevano fatto riferimento negli ultimi appuntamenti elettorali credendo in buona fede ad un percorso di democrazia e legalità. Dal Filo d’Argento, a Cittadinanza Attiva, dalla Lipu al WWF, passando per Lega Ambiente ed Italia Nostra tutti i militanti ed aderenti di base erano in piazza con qualche dirigente storico come Poldo Coleti. Forte presenza del sindacato di base RDB guidato da Pasquale Ascione dell’Agenzia Entrate di Caserta. La delusione di tanti è evidente ed assume i toni accesi di un amore tradito e si mischia con l’avversione più generale della gente spicciola, quella non inquadrata nell’associazionismo. In tutto questo si vede la scelta drastica del gruppo di potere che ha deciso di buttare alle ortiche il mondo del volontariato amico, salvo lanciare contraddittoriamente flebili messaggi per le adesioni al partito democratico. Più ostinata la rincorsa della sinistra antagonista a questo pezzo del popolo progressista che viene fatta però solo nell’ambito di manifestazioni. Per tutto il tempo della politica, in provincia, in comune, in regione ed in parlamento, la sinistra “alternativa” non fa niente per rovesciare la crisi ambientale che attanaglia Caserta e la sua provincia. Le idee non mancano a quest’area ma il fatto grave è che non si fa nulla per attuarle anzi l’episodio di Roano sospeso dal partito dei verdi e il richiamo a Salvatore Motta reo di eresia nell’ambito del Pdc mostrano l’aria che tira in queste compagini. Viene in mente la frase di Pound “se un uomo non si batte per le sue idee, o queste non valgono nulla o lui non vale nulla”. Un motto che s’attaglia anche ai partiti. Intanto la bonifica promessa è una chimera e nella finanziaria non c’è stata attenzione alla situazione di cataclisma per la provincia di Terra di Lavoro. D’altra parte i nostri rappresentanti in parlamento se ne fregano della deriva ambientale che ci tocca (se qualcuno dei parlamentari eletti nel collegio di CASERTA ha voglia di smentire lo faccia con dati alla mano, lo aspettiamo).
Hanno dichiarato guerra alla gente
Caserta è sotto attacco di gas venefici. Come accade nelle peggiori storie di vigliaccheria si è passati all’azione contro civili inermi senza avvertimento e senza quartiere con “armi letali”. La discarica de Lo Uttaro, il panettone, il sito di stoccaggio, il foro Boario sono strumenti di distruzione contro la salute di uomini, donne, bambini e vecchi. La guerra totale del commissariato di governo per l’emergenza rifiuti, insieme ai collaborazionisti della provincia e del comune di Caserta non risparmia nessuno e non si rispettano le regole della convenzione di Ginevra contro la proliferazione delle armi chimiche. Altro che i fantomatici ordigni di distruzione di massa di Saddam che non si sono mai trovati. Quelle del commissariato di governo e della provincia sono strumenti di morte evidenti, eppure l’ONU e la Nato non intervengono. Chiediamo anche per Caserta l’ingerenza umanitaria di mister Bush. Come i kurdi o i kossovari abbiamo diritto alla vita. Anche noi vogliamo che si processino i criminali di guerra….
Le "notti bianche" casertane
Caserta si prepara alle notti bianche mentre le giornate dei cittadini sono tutte nere. La mattina si apre con un fetore insopportabile che brucia le narici e la sera chiude il ciclo pomeridiano con lo stesso olezzo. L’emergenza rifiuti ha la forma impalpabile di un miasmo che penetra nelle nostre case e nei nostri polmoni, quell’aerosol malefico fatto di particelle sospese di cui Giuseppe Messina descriveva in un articolo la pericolosità. In questa atmosfera irrespirabile il comune di Caserta ha deciso di seguire le orme bassoliniane delle notti bianche. Forse alla gente non sono bastate quelle notti trascorse nell’assillo del caldo e della puzza che entra dalle finestre aperte. L’effimero prevale sulla amara realtà di una crisi portata all’estremo, il frivolo gira per le strade rotte di Caserta senza vergogna per la misera condizione di migliaia di persone tappate in casa, assediate dagli umori nauseabondi della discarica de Lo Uttaro . Serviranno le canzoni di qualche strimpellatore super pagato a far dimenticare i malesseri dei vecchi e dei bambini, l’angustia dei malati, il cruccio delle madri per i figli che respirano queste porcherie aeree. Altro che notti bianche per una popolazione che vive nel coprifuoco della puzza e che vede la minaccia della sera che promette un vento irrespirabile. Caserta, Maddaloni, San Nicola, San Marco Evangelista sono nella disperazione lenta ma inarrestabile che ha portato tanti ad abbandonare le case della cintura più prossima all’immondezzaio. Caserta è un cesso, come ha detto qualcuno che a questo misfatto ha dato grande stimolo. Un cesso puzzolente abbandonato alla distruzione inarrestabile, ceduto alla camorra . Mentre la gente soffre si indicono le danze notturne in una specie di ballo macabro. La festa della puzza potrebbe essere il tema di queste notti bianche casertane. Un'altra kermesse si presenta intanto all’orizzonte, quella dell’elezione del leader regionale del partito democratico. Un mercato delle vacche che si gioca sulla pelle dei casertani. C’è stato forse un prezzo da pagare per arrivare a guidare il popolo della sinistra? Se Lo Uttaro è la merce di scambio per il potere saremo condannati due volte. Per questo niente infingimenti di casertanità per le scelte elettorali. Se i casertani portano questi doni alla loro città meglio altri…
Il Presidente di Terra Nostra Dr. Pasquale Costagliola
29 Settembre 2007 a Caserta
MANIFESTAZIONE STREET PARADE
in Difesa del Territorio e della Salute
- Per la bonifica del territorio
- Per la chiusura de Lo Uttaro
- No all'apertura di nuove discariche
- Si alla raccolta differenziata
Invitiamo tutti i cittadini a scendere in piazza con il proprio "dissenso" differenziato, per consegnarlo a chi in questi mesi non ha fatto nulla per tutelare la salute della popolazione e dell'ambiente.
Concentramento ore 9.30 nel Piazzale della Parrocchia NS di Lourdes, Via Kennedy - CASERTA
COMITATO EMERGENZA RIFIUTI
info: 333/8619118 – 3334006582 - 3333232191
Comitato Emergenza Rifiuti
Caserta – San Nicola la Strada – San Marco Evangelista – Maddaloni
Mercoledì 26 settembre 2007 ore 19,00
Aula Consiliare dell’Amministrazione Provinciale
Corso Trieste – Caserta
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“Il risarcimento del danno causato ai cittadini dall’emergenza rifiuti”
Incontro pubblico
Con i Comitati Emergenza Rifiuti assistiti dagli Avvocati del Team Giuristudio di Napoli
per la presentazione dell’azione legale di risarcimento del danno causato ai cittadini dall’inefficiente e sciagurata gestione dei rifiuti nella Regione Campania nonostante la tassa di smaltimento dei rifiuti (TARSU) sia, in molti comuni della provincia di Caserta, tra le più alte d’Italia.
Sono invitati a partecipare all’incontro tutti i cittadini che si
sentono danneggiati dall’emergenza rifiuti.
Comitato Emergenza Rifiuti
Per informazioni: 347/6472516 – 333/3232191 – 333/4006582
29 settembre 2007
MANIFESTAZIONE CONTRO LA DISCARICA
Partenza ore 9,30 Chiesa N.S. di Lourdes, via Kennedy
Caserta
Se qualcuno s’era illuso che la resistenza della gente contro la discarica de Lo Uttaro fosse finita appare evidente che vi è un errore in questa rappresentazione apparente della realtà. La crisi dell’immondizia purtroppo non si ferma a LoUttaro ed è fisiologico continuare la resistenza. Non c’è fine in questa vicenda scellerata i cui contorni vanno oltre la prospettiva della discarica ed i confini della conurbazione casertana e tallonano pericolosamente oggi più di ieri la nostra vita. Non si può continuare ad imbucare i rifiuti in cave o luoghi simili. Lo Uttaro come un tappeto nasconde l’immondizia tolta da sotto casa ma non avrà fine, come una pessima metafora del nostro paese. Intanto la gestione dell’impianto avviene come è sorto nella massima illegalità, senza rispetto delle elementari regole. Il percolato scorre a fiumi, i camions sono spesso senza copertura, il materiale immesso non è quello previsto dal protocollo, non ci sono laboratori per le analisi. La apertura di una discarica nell’immediata periferia di Caserta è solo il segmento di una più complessa storia che sta vedendo la fine di ogni civiltà nel nostro ambito comunitario. I quotidiani modi di vita, la sopravvivenza stessa della gente è messa in discussione da un complesso pericoloso fatto di molteplici livelli e contro tutto questo non si può tornare a casa come se nulla fosse. Il comitato è un forte in cui molti trovano rifugio per reagire anche oltre il singolo avvenimento, una necessità di sopravvivenza nata spontaneamente e pluralisticamente nella crisi generale della Campania. Non basteranno le invettive di politici ed amministratori slegati dalla realtà a far cessare un azione che è diventata un riflesso condizionato, un istinto di sopravvivenza. Fin quanto non vi sarà la bonifica delle terre, la raccolta differenziata, la normalità delle cose il comitato lavorerà in tutti i modi possibili. Per questo manifestiamo il 29 settembre a Caserta, per mostrare che siamo sempre di più a reagire.
Il Presidente di Terra Nostra Dr. Pasquale Costagliola
Circolo Nazionale Caserta
L’incontro del 30 maggio tra associazioni ambientaliste, comitati civici e allevatori è stato un momento importante che ha posto le premesse, tutte da sviluppare, per un discorso di respiro provinciale. L’analisi impietosa di Giuseppe Messina sullo stato e la condizione del territorio della provincia di Caserta, dove si sottolinea l’avanzata della desertificazione, fa il paio con le prospettive di crisi dell’allevamento e dell’agricoltura di Terra di Lavoro descritte da Lino Martone. Il leader della SIAAB ha posto l’accento sulla preservazione delle aree rurali che si assottigliano di fronte al massiccio attacco della speculazione e soprattutto di una scriteriata politica di infrastrutture inutili. Una serie di svincoli, ponti e sopraelevate che pur non portando da nessuna parte stanno invadendo le nostre campagne. Un esproprio generalizzato di terre peraltro senza rimborso per i proprietari come è successo nell’area marcianisana per la creazione del polo della qualità, oro mare etc. I piani di sviluppo della provincia di Caserta tendono ad una cementificazione farneticante che insegue miraggi senza fondamento ed ignora la ricchezza del nostro territorio, l’agricoltura e l’allevamento. Scelte sbagliate non solo dell’ente provincia di Caserta ma anche della regione Campania, indirizzi che sono corroborati dalla mancanza di assessorati specifici al ramo delle attività agricole. L’indirizzo politico scellerato del sistema, tra colpe e velleitarismi, è quello di trasformare ancor di più il nostro territorio in un agglomerato di cattedrali nel deserto (industrie fallimentari) a discapito dell’unica attività produttiva efficiente. Una distruzione dell’economia che si affianca alla devastazione ambientale con l’inquinamento dei suoli, delle acque e dell’aria. Il disegno palese od occulto che riguarda il nostro futuro è di trasformarci in una enorme pattumiera per i rifiuti industriali. Un processo che è già in attuazione da molti anni grazie alla manovalanza della camorra ed alle complicità di una classe dirigente avulsa da ogni legame con la propria terra. L’incontro promosso da Pasquale Costagliola di Terra Nostra al Circolo Nazionale, “ha voluto essere un tassello di quella difficile costruzione di un soggetto alternativo alla distruzione del nostro territorio che viene promossa da una coalizione di interessi avversi, industria del nord, politici corrotti, camorre, istituzioni al servizio di interessi particolari. Stanno svendendo il futuro dei casertani e dei meridionali, stanno trasformando questa terra in un luogo perduto, nella prospettiva di una colonizzazione durissima. Intanto il comitato emergenza rifiuti si afferma sempre di più come una compagine articolata sul territorio e capace di promuovere iniziative dal respiro scientifico. E’ in preparazione una nuova assemblea con cittadini ed allevatori nell’agro marcianisano, mentre proseguono i preparativi della manifestazione del 9 giugno contro la gestione illegale della discarica Lo Uttaro.

Lino Martone, Pasquale Costagliola e Peppe Messina al tavolo dei relatori durante l’incontro tra il Comitato Emergenza Rifiuti e gli Allevatori.

Molto interessante è stato l’incontro fra le realtà presenti, importanti iniziative sono state messe in cantiere che presto verranno rese note a tutti coloro i quali interessano le sorti del nostro territorio
Incontro del comitato emergenza rifiuti con gli allevatori
Mercoledì 30 maggio alle ore 19,00 presso la sede del Circolo Nazionale di Caserta in piazza Dante vi sarà un incontro tra cittadini ed associazioni impegnate contro la crisi dei rifiuti ed il rappresentante dell’associazione allevatori della provincia di Caserta Lino Martone.
Il dibattito vedrà i rappresentanti di Caserta, Marcianise e San Nicola la Strada fare il punto sulla situazione relativa ai territori contaminati da ogni tipo di inquinamento.
La questione rifiuti ha un risvolto tragico nella distruzione del nostro ecosistema, infatti la provincia di Caserta presenta vaste aree colpite da sversamenti di materiale tossico.
Il problema della diossina ha determinato danni gravissimi alla catena alimentare, introducendo queste micidiali tossine nell’organismo umano.
Il comparto zootecnico ha subito un forte impatto di questa situazione e Terra di Lavoro paga lo scotto di questa emergenza anche con il tracollo di questo settore vitale dell’economia locale.
Per questo e per collegare le proteste di cittadini e allevatori si terrà l’incontro a piazza Dante.
La Caduta di Ogni Credibilità
L’ultimo colpo alla credibilità delle istituzioni in Campania la sta dando la vicenda dell’emergenza rifiuti. Un sistema di potere che va dagli organi dello stato centrale a quello delle diramazioni regionali si sta accanendo contro la gente diffamandola, criminalizzandola ed ingannandola. L’intervento di Napolitano è la chicca finale su di una malefica torta fatta di menzogne e tradimenti. Il presidente ha sancito clamorosamente con le sue affermazioni la illegalità ufficiale di Bertolaso con i suoi rimedi al male che uguagliano il male stesso. L’appoggio generale che il commissario ha strappato con le sue pantomime da dimissioni ha buttato a mare le speranze dei campani. A Caserta la discarica aperta è un misfatto ambientale di cui pagheremo lo scotto per gli anni a venire, un imposizione alla gente del capoluogo di Terra di Lavoro che fa il paio con i tanti episodi di crimini ambientali perpetrati in nome dell’emergenza. Si sta distruggendo il presente ed il futuro di un popolo mentre personaggi come Bassolino hanno ancora la faccia di parlare sulla crisi che rimonta alla sua responsabilità. Molti parlano sulla vicende drammatiche che stanno distruggendo la immagine del Sud ed infangando il nostro onore. Ma costoro non hanno titolo per farlo causa le responsabilità enormi che pesano sulle loro spalle. Da Bassolino a Iervolino passando per presidenti delle province, FIBE e collaboratori, commissari e subcommissari è tutto un mondo che andrebbe processato al più presto e che dovrebbe innanzitutto smettere di pontificare sulle disgrazie che ha causato.
Occorre che qualcuno si svegli ed affermi pubblicamente che il re è nudo, che accusi i veri responsabili del misfatto che stiamo vivendo e li cacci dal palazzo. Questo qualcuno deve essere il popolo campano, quello vero e non i simulacri delle improbabili rappresentanze di associazioni e comitati che hanno convissuto con il potere colpevole.
Il Presidente di Terra Nostra
Dr. Pasquale Costagliola
Un territorio violentato
Caserta dalle reali delizie alle reali nequizie, un concetto più che mai vero. L'ennesimo atto di violenza contro la nostra terra si sta consumando con inaudita violenza. La scientifica distruzione della provincia di Caserta parte dall'annientamento del comune capoluogo e della sua conurbazione. La condizione di sub colonia si mostra con il declassamento della città vanvitelliana ad una immensa discarica. Per attuare questo scellerato progetto si è messa in moto una perversa sinergia tra forze oscure del passato e nuovi parvenus della politica. Un misto estremo di spregiudicatezza ricoperto dalla foglia di fico dell'ideologia della sinistra. Avevamo capito dalle elezioni scorse ancora quando esse erano in corso, quale progettualità perversa s'apprestava per la città. La subordinazione più infima all'egemonia napoletanocentrica s'intuiva dietro i balbettii di casertanità. Oggi la politica ha raggiunto il punto più basso arraffando tutto senza considerare i più elementari diritti della gente. Si è arrivati alla repressione più occhiuta e poliziesca contro chi manifesta pacificamente, al divieto di fotografie per impianti dei rifiuti come se fossero segreti militari. Si coprono con dispiegamento di forze dell'ordine i misfatti della camorra mentre si parla di legalità. Una retorica di regime copre uno spietato sistema di potere. La nostra vita è sempre di più compromessa dalle scelte anticomunitarie ed antiumane della politica. L'inquinamento delle falde acquifere equivale ad una contaminazione programmata del sottosuolo. A Lo Uttaro ma non solo, si è scelto di avvelenare le nostre vite e soprattutto quelle dei nostri figli. I rifiuti ed il percolato nelle profondità fanno il paio con le emissioni nell'aria, stanno facendo tabula rasa per la gente della Campania.
Stanno portando a Lo Uttaro i rifiuti di tutta la regione e i politici che ci governano dormono, ci hanno ingannati, devono andarsene e vergognarsi.
Le associazioni chiedono la bonifica a Lo Uttaro e subito la raccolta differenziata
Lo Uttaro:

(vedi video su www.finotti.info)

Giulio Finotti


Le associazioni manifestano all’ingresso della provincia contro Lo Uttaro

O vallo ‘n coppa a munnezza
Il commissario per l’emergenza rifiuti, nonché capo della, protezione civile è arrivato a Caserta non molto tempo fa a spiegare ad una tribù di trinariciuti il dovere di obbedire agli ordini superiori. Al di là delle ovvie ragioni politiche ed economiche che reggono il gioco perverso dei rifiuti in Campania il dottor Bertolaso ha messo del suo nella vicenda.
Un atteggiamento altezzoso vagamente coperto da una patina di condiscendenza ipocrita ha aleggiato nella sala del teatro Comunale. Il signore delle discariche ha confessato la stanchezza per l’arduo compito di raddrizzare la crisi campana alimentata dalla disastrosa condotta degli indigeni anarchici e riottosi ma allo stesso tempo ha rivelato la sua inossidabile decisione di proseguire ad ogni costo. Il punto cruciale del discorso è stato, nel momento in cui rimproverando la platea di minus habens, ha chiesto che si lavorasse finalmente. Un tono da monsù Brambilla che si rivolge a pelandroni meridios per dirgli di rigare dritto. Evidente il fastidio in riferimento alle tante chiacchiere sulla legalità, salute, progetti economici sollevati dai convenuti, eredi di popoli ciarlieri e retorici. Bertolaso ha mostrato il consueto atteggiamento dei proconsoli tecnici del nord che vengono a disporre ed a strafare sulla nostra presunta inerzia, sbeffeggiando la gente del sud e portando a casa un bel gruzzolo. Per il commissario la soluzione è nell’ammucchiare immondizia, togliendola dalla vista più immediata e gli sembra strano che qualcuno commenti negativamente tali grandiose operazioni.
Invece di valutare le criticità, capire le questioni,pensare alle soluzioni vere si procede nel peggiore dei modi, condendo il tutto con l’arroganza del governatore che va a guidare i colonizzati. Di tutto questo bisogna ringraziare una classe dirigente nostrana che senza problemi potremmo definire criminale. Un gruppo politico locale che sta distruggendo le basi della vita e dell’onore campano, che ha speso milioni di euro senza risolvere il problema rifiuti.
Bertolaso non ha soluzioni alla nostra crisi, ne ha voglia di trovarle, gli piace fare il gallo sull’immondizia, come dice un vecchio detto. Razzola e gonfia il petto di fronte alle galline che aspettano il salvatore o agli ideologizzati in servizio permanente effettivo che vedono positivo tutto quello che è unto da Prodi. Gli stessi che avrebbero fatto la rivoluzione contro le discariche se erano targate destra e che oggi le accettano perché sono con l’imprimatur di Prodi. Caserta in tutto questo è un vaso di coccio in mezzo a vasi di ferro. Di metallo sono gli altri capoluoghi della regione che non mollano e non indicano discariche ma schierano i loro pezzi da 90 in difesa anti Bertolaso. Così il capoluogo di Terra di Lavoro rimarrà la sola terra di mondezza aperta a tutti , grazie anche alle nostre sinergie sinistrorse con Bassolino tanto vantate dai nostri sindaco e presidente della provincia.
La prospettiva e l’azzeramento del quartiere dell’ex Saint Gobain ma anche la distruzione della vivibilità del quartiere Acquaviva, di Tredici, Falciano e S.Benedetto.
Per convincere la gente della necessità della discarica si sta persino lasciando l’immondizia a terra nei posti più intensamente popolati. Una specie di “untura” per addossare la colpa del disastro agli ambientalisti. Una riedizione della caccia alle streghe con inquisitori falsi e colpevoli che cercano capri espriatori improbabili. Tutto questo non reggerà a lungo termine…
Il Pres. Di Terra Nostra Dr. Pasquale Costagliola
IL CANE DEL TENENTE
Una vecchia storia del mio paese parla di un cane da caccia sempre pronto a riportare le prede al padrone, un tenente per l’appunto. Ma il cacciatore di solito non prendeva mai niente. Una volta più fortunatamente però l’ufficiale prese un uccello che cadde stecchito tra l’erba ma il cane era assente perchè stava facendo un bisognino…
Così con il dovuto rispetto accade per il presidente della provincia, che è sempre pronto a rivendicare la responsabilità di ogni cosa e di ogni problema verso i casertani, come diceva il suo manifesto gigante, oggi che serve, non si trova. Caserta è certo in un momento difficile, rischia di essere sommersa dai rifiuti suoi ma anche della regione tutta. Il sito de Lo Uttaro sta per ricevere una marea maleodorante che aggraverà le condizioni della periferia casertana con un Bertolaso senza limiti alla sua potenza monnezzara e De Franciscis sparisce dalla circolazione. Nessuno lo trova per telefono o a vista, ma soprattutto appare evidente la sua impossibilità di rimettere nelle righe lo straripante Bertolaso. Questo rilievo è ancora più pregnante per l’altro personaggio locale di referenza, l’ing. Petteruti che non mostra nemmeno un accenno di ripensamento per la scelta della discarica. In tutto questo accalcarsi di avvenimenti due sono le cose possibili, o il vertice della provincia e del comune non ha potere sull’eccesso di potere commissariale o ai due capi degli enti locali non interessa la vicenda rifiuti finita in mano al dirigente della protezione civile. In ogni caso vi è un processo di deresponsabilizzazione gravissimo in un quadro difficile della società casertana che richiederebbe una forte presenza del personale politico e della classe dirigente nostrana. Una impotenza di fatto dei nostri rappresentanti che si esplica quindi a cascata in una forma di sussidarietà perversa che va registrata con preoccupazione. Non è il caso di soffermarsi sulle mancate dimissioni in chiave di protesta di consiglieri provinciali e comunali, questione diventata oziosa. Viene piuttosto all’occhio la capacità di incidere sul processo decisionale che è assolutamente assente. Un fatto inquietante per la politica casertana.
Il Presidente di Terra Nostra
Dr. Pasquale Costagliola
LO UTTARO:
Disastro ambientale
ALLARME SANITARIO A CASERTA E DINTORNI
A CAUSA DELL’AUMENTO DEI TUMORI E DELLE ALLERGIE DOVUTO ALL’INQUINAMENTO DELL’AMBIENTE!!!!!
6.000.000 di tonnellate di rifiuti di origine indefinita già sversati in località Lo Uttaro di Caserta!!!
Il Commissario BERTOLASO, IL Presidente della Provincia di Caserta DE FRANCISCIS ed il Sindaco di Caserta PETTERUTI ne vogliono portare ancora altri milioni da tutta la Campania (e non solo) nella DISCARICA ILLEGITTIMA individuata nella stessa area, ammonticchiandoli su quelli già esistenti, mentre il percolato inquina le falde acquifere.

Prima era così, adesso il panettone è incartato e pronto per essere venduto

Il percolato scorre e và, chissà dove andrà???
non preoccuparti che pian piano la falda raggiungerà ed a casa tua presto arriverà!!!
DIFENDIAMO LA LEGALITÀ, L’AMBIENTE E LA NOSTRA SALUTE

Al Presidente, agli Assessori, ai Consiglieri della Provincia di Caserta Ai Sindaci, agli Assessori, ai Consiglieri dei Comuni di Caserta, Maddaloni, San Marco Evangelista, San Nicola La Strada Le nostre terre sono state interessate nei decenni passati dallo sversamento di quantità incalcolabili di rifiuti tossici. Sversamenti illegali in discariche illegali che hanno compromesso quasi definitivamente l’equilibrio ecologico con inquinamento mortale di acqua, terreni e ciclo alimentare. Da questo traffico la camorra ha ottenuto elevatissimi proventi. Si tratta di rifiuti di sostanze letali per gli esseri umani tanto che in vaste aree della provincia di Caserta vi è spaventosa insorgenza di tumori e di malformazioni genetiche, ormai statisticamente e scientificamente provate, con percentuali che ci fanno raggiungere un tristissimo primato europeo. A questi rifiuti si è aggiunta una assenza di qualsiasi politica di gestione dei rifiuti urbani se non quella di realizzare immense discariche dalle quali la camorra ha tratto ulteriori profitti. Una di queste discariche si trova nell’area denominata “Lo Uttaro” nel comune di Caserta, ma sul confine dei comuni di Maddaloni, San Marco Evangelista, San Nicola la Strada, al centro quindi di una zona densamente popolata da circa 200.000 persone. A “Lo Uttaro” negli anni passati sono stati sversati, in diverse discariche, milioni di metri cubi di spazzatura, una parte delle quali di residui industriali - anche esteri - e di altissima tossicità. In una di queste discariche, la cava abusiva Mastropietro, il commissario di Governo per l’emergenza rifiuti, il presidente della Provincia e il Sindaco di Caserta hanno deciso di depositare 450.000 metri cubi di nuova spazzatura. Le leggi però non consentono né di aprire nuove discariche in aree dove esse sono già presenti né di sversare altri rifiuti in una vecchia discarica. Come possiamo accettare tanta illegalità e un tale attentato alla vita? Si tratta di un errore che potrà avere ulteriori gravissime conseguenze per tutta la nostra popolazione. Un errore che renderà definitiva la calamità nella quale già siamo costretti, nostro malgrado, a sopravvivere. Se è giusto che ogni provincia si faccia carico dei propri rifiuti e ancora molto più giusto che si riconosca l’eccezionalità della situazione nella quale si trova la provincia di Caserta che è stata devastata e continua ad essere sconvolta dal traffico illecito di rifiuti mortali. Il Governo nazionale e la Regione dovrebbero riconoscere questo danno permanente che abbiamo subito e provvedere di conseguenza con una azione capillare di bonifica e facendosi carico - per un certo numero di anni - di una gestione esterna dei nostri rifiuti. Intanto le nostre istituzioni locali si impegnino - come ancora non hanno colpevolmente fatto - a far cominciare la raccolta differenziata. E’ mio dovere allora richiamarvi ad un intervento immediato perchè il mandato popolare che vi è stato affidato vi impone di agire per il bene di tutti. E’ la vita di tutti noi che è in pericolo, soprattutto quella dei bambini destinati ad accumulare nel tempo sostanze altamente nocive. E’ a nome loro e a nome dei tanti cittadini già ammalati che mi appello alle vostre coscienze di donne e uomini impegnati nell’amministrazione del bene comune, perché al di là delle appartenenze di partito, oltre qualsiasi calcolo elettorale, personale, di gruppo o di corrente facciate prevalere la legalità e la giustizia per queste nostre terre sfigurate da cave, rifiuti tossici e camorra. Il mandato di rappresentanza che i cittadini vi hanno affidato è una responsabilità grandissima, ognuno di voi si senta interpellato personalmente in questa ora tanto grave. Nessuno di voi può delegare ad altri (segretari di partito, capigruppo o capicorrente) la personale responsabilità di fronte al male sia esso compiuto con deliberata coscienza sia esso realizzato per ignoranza o provocato dall’inganno. La camorra che tutti dicono di voler combattere si sconfigge innanzitutto restituendo ai cittadini fiducia nelle istituzioni che devono mostrarsi coraggiose e libere da condizionamenti e interessi personali. Vi chiedo quindi di manifestare con me il vostro dissenso dalle decisioni che sono state incautamente prese, di trovare le forme opportune di opposizione fino all’autosospensione dagli enti di rappresentanza locale nei quali siete impegnati. Vi chiedo di collaborare con me a quest’opera di giustizia per il bene e la salute di tutti. + Raffaele Nogaro, Vescovo Presidente Caritas


Associazioni e politici presenti a Lo Uttaro
L’ Associazione Terra Nostra aderisce alla passeggiata ecologica organizzata dai giovani il giorno 19 marzo 2007 contro la discarica. Abbiamo visto con attenzione il sorgere di un nuovo soggetto sullo scenario della crisi dei rifiuti, soprattutto per l’apporto di forze giovani che esso ha addotto al composito movimento ambientale casertano. Nel momento attuale purtroppo registriamo dei tentennamenti del fronte delle associazioni. La mossa del sindaco Petteruti di proporre un incontro con Bertolaso è un atto evidentemente finalizzato al temporeggiamento. Una stasi che tende ad addormentare la città ed una trappola in cui molti stanno cadendo. L’invito del sindaco ha creato delle false aspettative che rischiano di deviare lo spirito di resistenza popolare. Uno spirito che deve certamente rafforzarsi con la maggiore partecipazione della cittadinanza. Tuttavia rispettiamo il desiderio di mantenere l’unità espresso dal comitato dei giovani contro la discarica che in questo verso continueranno la manifestazione annunciata sottoforma di incontro e di controinformazione, in attesa di un nuovo e più vasto appuntamento. Ancora molto lavoro occorre per informare la gente del disastro ambientale che si prospetta. Ben vengano tutte le iniziative che scuotano il torpore cittadino. D’altra parte non è più tempo di restare chiusi nelle assemblee. Terra Nostra ritiene che è giunto comunque il momento di scendere in piazza e di esprimere il dissenso senza condizionamenti. È diritto naturale dei cittadini resistere ad ogni forma di ingiustizia.
LUNEDI 19 MARZO 2007 Manifestazione Corteo di protesta
per la chiusura immediata della Discarica LO UTTARO
Appuntamento ore 9,30 al Monumento ai caduti (Caserta)
La società civile, le associazioni e tutti coloro che hanno a cuore il bene ambientale e sanitario del territorio casertano,
sono invitati a partecipare a questa manifestazione di mobilitazione cittadina e a scendere in piazza!
Comitato Giovani No alla discarica
Comitato emergenza rifiuti Ce
LEGALITÀ PRIMA DI TUTTO!
IL COMMISSARIO DI GOVERNO E LE AUTORITA’ LOCALI, SENZA IL COINVOLGIMENTO E LA PARTECIPAZIONE DELLE COMUNITA’ INTERESSATE, HANNO DECISO DI REALIZZARE IN LOCALITA’ UTTARO L’ENNESIMA DISCARICA PUR POTENDO DISPORRE DI MOLTI ALTRI SITI ADEGUATI E NEL RISPETTO DELLA NORMATIVA VIGENTE.
MA LA STRUTTURA TECNICA DEL PREFETTO DELEGATO, SIN DAL 1994 HA DICHIARATO L’AREA NON IDONEA E SUL SITO OGGI SCELTO, GIA’ OGGETTO DI SVERSAMENTO ILLECITO DI RIFIUTI, RICHIESE L’INTERVENTO DELLA MAGISTRATURA PER POSSIBILE DISASTRO AMBIENTALE.
LA SITUAZIONE DELL’AREA LO UTTARO OGGI E’ LA SEGUENTE:
· Discarica Ecologica Meridionale, circa 2.000.000 di m3 di rifiuti conferiti di cui solo 450.000 autorizzati;
· Discarica del Commissario di Governo Emergenza Rifiuti realizzata nel 1996 cui sono stati conferiti circa 800.000 m3;
· Sito di Trasferenza Comune di Caserta allo stato esistono circa 15.000 m3 di rifiuti;
· Sito di stoccaggio Comune di Caserta allo stato esistono circa 40.000 m3 di rifiuti;
· Impianto per la lavorazione del secco del Consorzio obbligatorio ACSA CE3;
· Stoccaggio abusivo della società SACE, appaltatrice del servizio d’igiene urbana del Comune di Caserta: quantità di rifiuti variabile.
E NESSUNO CI HA MAI DETTO SE L’AREA SAINT GOBAIN, L’UCAR, LA SOFOME, ECC. TUTTE INDUSTRIE DI PRIMA CLASSE E A RIDOSSO DELLA UTTARO SONO STATE BONIFICATE E SONO UTILIZZABILI.
Inoltre l’art.5 (Bonifica, messa in sicurezza e apertura discariche) della Legge 6 dicembre 2006, n. 290 recante misure straordinarie per fronteggiare l'emergenza nel settore dei rifiuti nella regione Campania" recita che “Fino alla cessazione dello stato di emergenza nel settore dello smaltimento dei rifiuti nella regione Campania…sono utilizzate e messe in sicurezza le discariche già autorizzate o realizzate dal Commissario delegato-prefetto di Napoli, nonché le ulteriori discariche che il Commissario delegato può individuare per l'attuazione degli obiettivi fissati dal presente decreto. Nell'individuazione delle aree da destinare a siti di stoccaggio o discariche, il Commissario delegato dovrà tenere conto del carico e degli impatti ambientali gravanti sulle aree su cui già insistono discariche, siti di stoccaggio o altri impianti in evidente stato di saturazione. A tal fine il Commissario delegato, nel disporre l'apertura di nuovi impianti, valuta prioritariamente la possibilità di individuare siti ubicati in aree diverse da quelle di cui al periodo precedente. La messa in sicurezza delle predette discariche è comunque assicurata in conformità alla normativa vigente assicurando comunque, con particolare riferimento alle misure di cui al presente articolo, il coinvolgimento e la partecipazione delle comunità e degli enti locali nelle attività di cui al presente articolo”.
PER IL GRAVISSIMO STATO DI DEGRADO E INQUINAMENTO DELL’AREA
LA GIUNTA REGIONALE, NEL 2005 CONGIUNTAMENTE AL COMMISSARIO DI GOVERNO PER L’EMERGENZA BONIFICHE E LA TUTELA DELLE ACQUE, INOLTRE, APPROVA IL PIANO REGIONALE DI BONIFICA DEI SITI INQUINATI DELLA REGIONE CAMPANIA E DICHIARA L’AREA UTTARO – IN PARTICOLARE L’AREA EX ECOLOGICA MERIDIONALE - SITO DI INTERESSE NAZIONALE, DOVE L’UNICA ATTIVITÀ CONSENTITA, MEDIANTE OPPORTUNA VALUTAZIONE DI IMPATTO AMBIENTALE, È LA MESSA IN SICUREZZA E LA BONIFICA.
SE NON INTERVERRANNO LE AUTORITA’ A GARANTIRE LA LEGALITA’ CI VEDREMO COSTRETTI A PROMUOVERE PRESIDI E ALTRE FORME DI TUTELLA DELLA SALUTE PUBBLICA E DELL’AMBIENTE.
COMITATO EMERGENZA RIFIUTI - CASERTA
co.emergenzarifiuti@alice.it - http://emergenzarifiuticaserta.spaces.live.com
3476472516 - 328-6230307/338 - 1191429/347
Castel Morrone

Il Comitato Cittadino per la delocalizzazione dell’area industriale di Castel Morrone si è riunito domenica 25/02/2007 nella sala Parrocchiale del Torone per rinnovare gli organi direttivi, il nuovo Presidente è stato eletto per acclamazione Altieri Giovanni.
Il Comitato si è mostrato molto determinato e compatto nel continuare la lotta contro la delocalizzazione dell’ area industriale che dovrebbe sorgere in una zona a ridosso del centro abitato con fabbriche inquinanti e insalubri quindi dannose per la salute. Terra Nostra con il Presidente Pasquale Costagliola e il Segretario Alberto Montanaro ha portato la solidarietà dell’Associazione dando pieno appoggio al Comitato sostenendolo nell’iniziativa.
Salviamo Caserta
L’opposizione alla dissennata politica contro l’ambiente deve svolgersi necessariamente a tutto campo, senza escludere alcuna via, dalle manifestazioni popolari alla pressione verso le forze politiche e sociali passando per le campagne sui mass media. In questa ottica di impegno totale contro un vastissimo fronte avverso, composto di politici insensati e imprenditori da rapina, non può trascurarsi il ricorso alla magistratura. La via giudiziaria deve essere conosciuta e considerata come rimedio esperibile dal movimento che si oppone allo scempio del nostro territorio. L’esempio, con tutte le pecche del caso è per noi casertani, l’operazione Olimpo, contro gli abusi delle cave sui Tifatini.
Oggi bisogna studiare e sfruttare le norme che tutelano l’ambiente, malgrado le grosse defaillance del sistema giuriziario italiano. Il combinato disposto di denuncia con manifestazioni popolari e conclamazione delle iniziative sui mass media può avere una efficacia ai fini delle questioni che ci attanagliano. L’importante è che non si perda fiducia nelle iniziative e si consideri che la “controparte” non abbandona mai il campo ricorrendo a tutte le risorse, legittime ed illegittime. Persistere è quindi un obbligo dei “buoni” che non possono ripiegare anche perché dietro di noi non c’è più nulla se non la prospettiva di emigrare.
Per questo abbiamo presentato esposto alla magistratura, richiamando tutte le irregolarità che sono letteralmente seppellite ne Lo Uttaro e che rischiano di essere ulteriormente sommerse dalla valanga di rifiuti che Bertolaso vuole scaricare su Caserta. Per questo bisognerà sottolineare che esiste una iniziativa popolare, al di là dei sottoscrittori dell’esposto, tesa a chiamare in causa i giudici della repubblica.
Per inciso questa vicenda della discarica, come accade sovente nei nostri scenari, avrà, con il suo duro impatto, comunque il merito di riavvicinare la gente alla politica intesa come partecipazione alla vita della città e non come professione ideologica, ma soprattutto sta alimentando il senso collettivo del territorio che è un sentimento fondamentale per ogni comunità degna di questo nome.
Pasquale Costagliola
No alla discarica Lo Uttaro
Le foto che state per vedere dimostrano la partecipazione di popolo che vi è stata a San Nicola la Strada per manifestare contro l'ecomostro dei rifiuti che si vuole impiantare nella già tanto inquinata zona Lo Uttaro, una protesta dai toni civili e composti come le popolazioni laboriose che vivono in questi luoghi ricchi di storia, cultura e tradizioni.
I Parroci di San Nicola La Strada Don Oreste Farina e Don Pasquale Lunato si apprestano a celebrare la Santa Messa per scongiurare l’arrivo dei camion carichi di spazzatura che vorrebbero continuare a riempirci d’immondizia di cui la località Lo Uttaro è fin troppo satura, appello a tutte le forze competenti di fare un passo indietro e individuare un luogo più isolato e sicuro dove sversare per la salvaguardia della salute pubblica di una conurbazione che conta circa 200.000 abitanti.
Iniziamo a fare una vera raccolta differenziata con conseguente riciclo del tutto, solo così potremo raccogliere i frutti in termine di salute e di economia.
Ci son voluti 2 Parroci e migliaia di persone per avere l’attenzione dei media nazionali: Striscia la Notizia e del quotidiano La Repubblica sul costruendo ecomostro di Lo Uttaro, il quotidiano così recita:
I Parroci guidano la protesta anti-rifiuti
Oltre mille cittadini dei comuni del casertano San Nicola la Strada, San Marco Evangelista e Maddaloni hanno partecipato alla marcia guidata dai parroci di San Nicola don Oreste e don Pasquale, contro il progetto di ampliamento della discarica “Lo Uttaro” tra Caserta e San Nicola la Strada. I sacerdoti hanno celebrato la messa all’ingresso dell’impianto e hanno esortato il presidente della provincia De Franciscis e il sindaco di Caserta Petteruti, ad annullare l’accordo.
I SIGNORI DELLE MOSCHE AVANZANO SU CASERTA
Il sistema di smaltimento dei rifiuti è fallito in Campania grazie a Bassolino ma anche al commissariato di governo che ha usato i suoi poteri straordinari solo per perpetuare la crisi. I signori delle mosche stanno affossando la nostra terra riempiendola di discariche e senza avere una soluzione al problema che ci attanaglia. Aumentano le malattie e le tasse mentre parallelamente crescono i cumuli di rifiuti di ogni specie. In questo quadro di emergenza perpetua si cerca solo di sbarcare il carico quotidiano di immondizia dove è possibile in una mappa di continue opposizioni delle comunità locali.
Caserta è una preda facile per questi nuovi eserciti di ventura al soldo del commissario che attraversano la regione per devastarla con le loro razzie di immondizia.
Mentre le altre comunità insorgono con i sindaci in testa, Caserta si arrende con i suoi maramaldi consegnando le chiavi della città alle torme degli scaricatori di rifiuti.
Nel silenzio colpevole avremo tra poco il nemico alle porte che avrà via libera per perpetrare la nostra rovina. Mai come in questi giorni Caserta rischia il suo futuro per la sciatteria colpevole della classe dirigente.
La discarica progettata a Lo Uttaro è una catastrofe senza speranza,
manifestiamo contro l’ecomostro il giorno 11 febbraio appuntamento a S.Nicola La Strada
in piazza Parrocchia(vicino municipio) ore 10,30
Venerdì 2 febbraio 2007 al Circolo Sociale di Caserta
Si è tenuto con estremo interesse e partecipazione un dibattito pubblico promosso da Terra Nostra sulla questione dell’EMERGENZA RIFIUTI a Caserta. Al convegno hanno aderito Associazioni, Politici e Cittadini confrontandosi sul gravoso problema della discarica Lo Uttaro, al termine è stato stilato un documento alla quale tutti i presenti hanno aderito:
Ordine del giorno
L’assemblea dei cittadini riunitasi su invito di Terra Nostra presso il Circolo Sociale per discutere e decidere in ordine alla problematica dei rifiuti e, più specificatamente, del protocollo d’intesa sottoscritto in data 11/11/2006 fra il commissario di governo Bertolaso, il presidente della provincia De Franciscis e il sindaco di Caserta Petteruti con il quale è stato convenuto l’apertura e l’esercizio di una discarica in località Uttaro
Considerato che
- tale sito insiste in un’area fortemente antropizzata e dove, a pochi metri sono allocati il macello comunale, industrie e servizi, il costruendo policlinico universitario;
- sul sito esiste dettagliata denuncia alla magistratura già dal 2003 a firma del responsabile della struttura tecnica alla prefettura di Napoli nella quale viene evidenziato in modo inequivocabile grave alterazione ambientale;
- lo stesso gruppo di diagnostica del commissario di governo già a suo tempo aveva dichiarato e stabilito che il territorio del comune di Caserta non è adatto ad ospitare ogni e qualunque impianto di smaltimento rifiuti;
- esistono vari siti alternativi peraltro già individuati con specifici studi da parte dello stesso commissario di governo;
- le scelte operate al di fuori e al di sopra degli abitanti e delle istituzioni (consiglio comunale, consiglio provinciale, organismi partecipativi come sancito dalla carta di Aalborg) hanno generato confusione, sgomento e rabbia ma anche delusione in ordine alle aspettative della città.
Dato atto
che il comune di Caserta avrebbe dovuto pretendere la bonifica dell’area come sta già avvenendo per simili situazioni a Castelvolturno.
Chiede
- a tutela della salute pubblica al comune di Caserta all’amministrazione provinciale e agli organi di decisione politica la revoca del protocollo d’intesa;
- alla magistratura il sequestro conservativo dell’area, ad evitare che alcuna alterazione del sito avvenga fino a quando non si avrà l’esito alla denuncia presentata dalla struttura tecnica della prefettura del giugno 2003.
Invita
- tutte le forze politiche, sociali e la società civile alla massima attenzione e mobilitazione sulla problematica.
Caserta, 02/02/2007
Le associazioni firmatarie del documento: Terra Nostra, Lega Ambiente, Lipu, Comitato contro la privatizzazione dell’acqua, Movimento Neoborbonico, Italia Nostra;
Consiglieri Comunali di Caserta (Pio Del Gaudio, Nello Spirito, Filippo Mazzarella, Giuseppe Greco)
Ed altri singoli cittadini.
Al documento hanno aderito: Pasquale Costagliola, Giuseppe Messina, Pio Del Gaudio, Filippo Mazzarella, Nello Spirito, Elpidio Iannotta, Giuseppe Greco, Poldo Coleti, Mena Moretta, Gustavo Celentano, Enzo Spiritigliozzi, Sergio D’Angelo, Matteo Palmisani, Fiore Marra, Alberto Montanaro, Francesco Nigro, Antonella Passaretta, Pasquale Pannone, Nemesio Rossi, Marco Cerreto, Pierpaolo Puoti, Maria Rosaria Iacono e tanti altri cittadini con cui ci scusiamo se non li menzioniamo perché non sappiamo i nomi ma li citeremo man mano che lo sapremo.
NON FAR SAPER A CASERTA……
La periferia casertana da anni è sotto l’impatto delle polveri sottili di cave e cementifici con grave danno per la salute dei cittadini. Oggi a tutto questo s’aggiunge la prospettiva di una megadiscarica nella zona Lo Uttaro. In questo luogo reso oramai malsano dallo sversamento di ogni sorta di rifiuti si sta approntando un deposito di 450.000 metri cubi di immondizia estensibili in caso di necessità. In base ad un accordo stilato tra provincia e comune di Caserta con il commissario Bertolaso sarà possibile depositare nella prossima periferia di Caserta i residui delle attività dei CDR, le ecoballe, i rifiuti urbani, quelli speciali, l’immondizia della provincia, quella di Napoli e chi ne ha più ne metta. Così Caserta e dintorni saranno inondati dai miasmi e dalle nebbie emesse dai rifiuti. La ex Saint Gobain ed il suo centro direzionale saranno a contatto quasi diretto con le montagne di ecoballe con buona pace del policlinico, del campus universitario, dell’hotel e degli uffici sorti nel centro direzionale.
Caserta sta abbandonando tutte le sue prospettive di sviluppo e di vivibilità per piombare in un incubo di immondizia nel silenzio generale della politica che non vuol far sapere a Caserta che cosa le aspetta. Il protocollo della munnezza non darà scampo ad una conurbazione di circa 200.000 abitanti che sta diventando il triangolo delle malattie e che presenta un inquinamento insostenibile.
Tutto questo senza una prospettiva di soluzione, senza un sistema di smaltimento dei rifiuti, senza contratti con i consorzi che dovrebbero acquisire il materiale da riciclare.
Caserta non può restare all’oscuro di quanto si prospetta per il suo futuro.
Il ritorno delle discariche mostra se ce ne fosse bisogno il fallimento in Campania della politica del ciclo integrato dei rifiuti annunciata dal cosiddetto Decreto Ronchi. Dopo l’enfasi degli anni passati oramai gli amministratori locali si sono adeguati al peggio, che si concretizza nella ricerca di un sito fuori porta dove scaricare l’ immondizia . Negli ultimi tempi lo stesso commissario per la questione rifiuti si è adoperato a riaprire questi piccoli e grandi inferni dove esistevano già, a sistemarne di nuovi dove mancavano. Così da Castel Volturno a Marcianise, dallo Uttaro di S. Nicola a S. Maria La Fossa è un proliferare di montagne maleodoranti dove volteggiano i gabbiani. L’area tra Caserta, Maddaloni, S. Nicola, S. Marco e Marcianise è oramai un triangolo delle discariche con Lo Uttaro pieno, dove sversano i loro rifiuti anche Napoli e comuni limitrofi. Marcianise con l’antico sito di Santa Veneranda, culla della storia cittadina, è coperto di ogni schifezza e fa il paio con la “fabbrica” di ecoballe impure di Pascarola Caivano e di San Tammaro. Tutto questo mentre le campagne adiacenti a questi comuni sono cariche di microdiscariche abusive. Fossi e vasche una volta utilizzati per la canapa sono ricolmi di detriti, residui di ogni specie di natura domestica, agricola ed industriale.
Nel settore del riciclo dei rifiuti è d’obbligo una cognizione di causa precisa dell’opinione pubblica che deve avvicinarsi alle problematiche di settore per inaugurare una stagione di vera dialettica politica che parta dalla consapevolezza dei diritti e doveri della base popolare. Un’approccio alla questione che si diffonda tra la gente e che prescinda dall’agitarsi inconsulto di quanti dovrebbero avere per investimento politico a cuore le sorti della comunità ma che sempre mostrano il fallimento della loro “missione”. Su questo piano di discussione che ci siamo proposti non possiamo che richiamare la responsabilità regionale, visto che l’ente di via S. Lucia nel governo del territorio ha la preminenza e visto che attraverso il POR (piano operativo regionale) doveva contribuire alla realizzazione degli interventi per lo sviluppo della raccolta differenziata, alla realizzazione di piattaforme polifunzionali integrate per lo smaltimento dei rifiuti speciali. Senza peraltro escludere le grosse responsabilità sussidiarie dei vari sindaci ed assessori.
Si erano prospettati poi (in modo integrato con la strategia dell'Asse IV, un criterio operativo del piano finalizzato alla questione rifiuti) politiche di ecosostenibilità nella fase di formazione dell'inquinamento, nei cicli produttivi e anche nei comportamenti delle famiglie, una velleità quest’ultima che si è scontrata con l’imbarbarimento della popolazione incrementata dall’atteggiamento superficiale ed a volte colpevole delle istituzioni.
Alla creazione di un sistema regionale di gestione e smaltimento dei rifiuti è in particolare dedicata la misura 1.7 che dovrebbe promuovere il completamento dell’attuazione del piano regionale rifiuti, per le parti relative alla raccolta differenziata e alle piattaforme di smaltimento dei rifiuti industriali favorendo la finanza di progetto. La misura nel suo schema concettuale dovrebbe essere il volano teso a promuovere la raccolta differenziata, il recupero ed il riciclaggio. Essa prevede anche aiuti alle imprese, attraverso gli strumenti della programmazione negoziata, una congerie di ipotesi a cui nessuno ha mai lavorato, una serie di affabulazioni ignorate dai nostri amministratori. Infine la misura prevede interventi volti alla sistemazione finale delle discariche autorizzate e non più attive. Un discorso che sembra uscire dal libro dei sogni con l’amara realtà a far da contraltare del nulla di fatto nell’ambito della raccolta differenziata e la riapertura di discariche che mostrano la resa definitiva alla politica della miseria. Solo la consapevolezza portata a livello di base potrà creare un controintervento rispetto alla burocrazia e alla politica negativamente professionale. I mezzi d’informazione hanno la possibilità di suscitare un dibattito serio sulle questioni che colpiscono la nostra città ed è giusto che lo facciano svelando i retroscena ma diffondendo anche cultura di settore con cui bisogna confrontarsi.
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"Lo Uttaro", assemblea infuocata, cittadini pronti a presidiare la discarica
di Nunzio De Pinto, giornalista
articolo del 16 gennaio 2007
SAN NICOLA LA STRADA(Ce) – E’ stata un’assemblea infuocata, sembrava di essere seduti su un vulcano sul punto di eruttare e con la lava pronta a travolgere chiunque incrostasse sul suo cammino. Lunedì sera,15 gennaio 2007, presso il salone parrocchiale di don Oreste Farina, è andata in scena la rabbia dei cittadini con urla ed accuse contro il Governatore Bassolino, reo di aver causato i danni di cui tutti pagano le conseguenze, ed i parlamentari casertani sia di centrosinistra che di centrodestra. L’assemblea pubblica voluta dal comitato cittadino presieduto da Antonio Roano, segretario cittadino dei Verdi, ha fatto registrare una folta partecipazione di cittadini e di politici e del mondo dell’associazionismo. Tra questi abbiamo riconosciuto: Nello Spirito, consigliere comunale di Caserta, Agnese Ginocchio del Movimento pacifista casertano, Pasquale Costagliola, presidente dell’associazione casertana “Terra Nostra”, Luciano Caiazza, presidente interregionale di “Casa Nostra per il rinnovamento del Meridione”, Nicola Tiscione, ex sindaco di San Nicola La Strada, Giuseppe Nuzzo e Anna Miranti di Rifondazione Comunista, il segretario cittadino di Rifondazione, Carlo Iengo, Pasquale Fronzino presidente dell’associazione culturale “Pier Paolo Pasolini”, Gabriella D’Ambrosio e Nicola D’Andrea, consiglieri comunali dell’Udc. Nel corso dell’assemblea numerosi cittadini hanno preso la parola e tutti hanno sottolineato la necessità di non far aprire la nuova mega discarica da 450.000 metri cubi in località “Lo Uttaro”, anche con un presidio permanente fuori i cancelli della discarica, con una marcia alla quale prenderanno parte migliaia di cittadini di San Nicola, San Marco Evangelista, Caserta e Maddaloni, i quattro comuni della conurbazione casertana che con i loro 200.000 abitanti sono interessati dalla discarica. Molto dura la protesta di un cittadino della vicina Acerra e di Feola Agostino, quest’ultimo autista della Nettezza Urbana, che per il suo lavoro nel corso degli anni ha visto di cosa è capace una discarica. Il cittadino di Acerra si è scagliato come una furia indemoniata contro Antonio Bassolino accusandolo di aver ridotto Acerra ad essere la città più inquinata al mondo dove l’incidenza tumorale arriva al 55 per cento. Molto contestati il sindaco di Caserta Nicodemo Petteruti ed il Presidente della Provincia Alessandro De Franciscis, quest’ultimo accusato di voler tenere riunioni a porte chiuse con il centrosinistra sannicolese e di non voler parlare con i cittadini. Non è escluso che alla riunione che si terrà questa sera alle ore 19.00 presso la sede della Margherita di via Bronzetti ed alla quale prenderà parte il presidente della Provincia per spiegare al centrosinistra sannicolese i termini dell’accordo sottoscritto con Bertolaso, possano decidere di intervenire anche esponenti del comitato e semplici cittadini.
(Fonte: Nunzio De Pinto, giornalista "Gazzetta di Caserta")
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L’ACQUA DEL RE
Le colonne infernali erano le truppe giacobine che devastavano le campagne della Vandea ed oggi assumono in Campania le vesti non meno apocalittiche dell’immondizia e della speculazione.
La nostra disfatta ha il volto immondo dei rifiuti, il colonialismo opprimente ha assunto i connotati della subcultura consumista del terzo mondo. Non produciamo ma consumiamo nel peggiore dei modi, involgendoci negli involucri dei nostri oggetti feticci. Viviamo nella modernità senza comprenderne le necessità, rincorriamo gli status simbol del momento fregandocene della terra che ci circonda. Una terra in svendita, acquistata ed occupata da tutti. La nostra acqua, la stessa che passava in acquedotti mirabili ed era pubblica duecento anni fa, oggi suscita le mire di società speculative. Anche l’acqua stanno vendendo ai privati, dopo che la terra è stata acquisita da speculatori senza scrupoli che l’hanno schiacciata sotto palazzoni volgari o l’hanno contaminata con i veleni della chimica. Come gli indiani d’america abbiamo perso la nostra terra e continuiamo a perderla ogni giorno che passa. Le nostre spiagge, i nostri fiumi, le montagne sono terra di nessuno, sbancate dalle cave, inquinate dai residui velenosi di una industria senza futuro.
A Caserta in una vecchia via della borgata storica di Centurano, vi è una fontana su cui campeggia ancora l’iscrizione di centinaia d’anni fa, con la quale un leggendario barbiere del re ringraziava il sovrano per l’acqua avuta in dono, che rinfresca il pellegrino, il viandante. Il re portava l’acqua al popolo, la repubblica democratica, la regione illuminata di Bassolino vuole toglierla.
D’altra parte noi tutti beviamo l’acqua imbottigliata, alimentando il grande business delle società multinazionali che controllano le fonti minerali. Qualcuno ( vedi rapporto di Green Peace) ha detto che ce la stanno dando a bere, letteralmente, anche a milioni di campani che bevono l’acqua in involucri di plastica e pieni di benzene. Un consumo che peraltro alimenta le discariche con plastica indistruttibile. A Caserta Terra Nostra ed il movimento Neoborbonico vuole simbolicamente e non solo, monitorare le nostre fontane superstiti e propagandare l’uso di queste acque contro il consumismo delle bottiglie di minerali. Un risparmio su tutti i fronti, una battaglia contro la privatizzazione che vorrebbe sottrarci una res communis, una rivalutazione dell’acqua del Re, a partire dalla fontana di Via Giulia che ancora disseta la gente casertana e non solo.
CASTEL MORRONE
Castel Morrone come altri luoghi dell’area casertana ha subito l’attacco del vandalismo, dell’inquinamento, della speculazione, tuttavia questo comune ha ancora i resti di una natura lussureggiante. Così tra i ruscelli Perticara e Fusaro resistono piccole zone di macchia mediterranea, incantevoli scorci di un ambiente che ha rallegrato un tempo i viaggiatori e la gente nostrana.
Un pezzo di quella macchia, fatta di lecci, roverelle, cipressi con qualche salamandra superstite e persino tritoni, un sito che si estendeva su tutti i Tifatini è ancora presente tra la clinica delle Magnolie e la strada che collega Caserta. Tutto questo rischia di andare spazzato dai nuovi insediamenti di industrie insalubri che si accingono a sorgere nei pressi del luogo.
Così in continuità politica ed amministrativa, pur con opposti colori, si protrae la scelta dell’inquinamento contro il volere popolare che ha cercato di cambiare le carte in tavola. Riello succede a Riello e magia del nome che soprassiede alle diversità ideologiche, si continua nel segno dell’inquinamento. Il vecchio sindaco ha dato le direttive per costruire le fabbriche inquinanti ed il nuovo, scelto per rimediare, continua l’opera. A soffrire saranno i cittadini che ancora una volta vedranno inutili i richiami alla politica che sembra non voler considerare la gente comunque sia la casacca vestita. La questione inquinamento colpisce luoghi speciali del nostro territorio che oggi sono indicati come sentiero delle acque affidato alla Lipu. In questo senso riteniamo che sarebbe importante sentire la voce di questa associazione per le implicazioni di gestione del sentiero. Un area quella in pericolo che dovrebbe avere persino tutela comunitaria nell’ambito dei SIC ovvero siti d’interesse comunitario.
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Terra Nostra nell’ambito della settimana modellistica internazionale che si terrà dal 19 al 25 marzo 2007 in Baia Domizia (CE) Torre di Capodiferro presso Park Hotel presenta in collaborazione con il Movimento Neoborbonico la prima mostra concorso di modellismo con il tema
“Il soldatino borbonico”
L’incontro di Baia Domizia prevede anche la esposizione di stands editoriali aventi come tema storico l’epoca borbonica, con gadgets, poster, audio e video, specie con riferimento al militaria. Si tratta di un primo evento che richiama un motivo storico nell’ambito di una manifestazione specializzata e di settore. Si prevede un grande interesse per l’iniziativa da parte di ambienti e gruppi legati alla passione del modellismo. Ma non di solo modellismo si tratta, la Torre di Capodiferro, eretta per celebrare la vittoria dei Cristiani sul fiume Garigliano, fu distrutta e per il suo ricordo si celebra la manifestazione. Un’occasione che permetterà di essere presenti in un luogo dove soffia il vento della storia.
Il fiume Garigliano è stato nel tempo luogo di storia con testimonianze importanti del fluire degli eventi che si stratificano sulle sue sponde. Così alle sue foci si svolse un decisivo scontro di civiltà per dirlo alla Huntigton e con grande dispiacere dei seguaci del politicamente corretto.
Nei pressi dell’insediamento di Baia Domizia sorgeva un ribat musulmano, una sorta di base mercato dei predoni moreschi, da cui partivano le spedizioni per l’entroterra campano e laziale.
Contro questa testa di ponte islamica il popolo cristiano si mobilitò ed in una grande battaglia campale furono sconfitti i moreschi e rigettati a mare.
Ma per una vittoria cristiana nel tempo segue la sconfitta dell’esercito cattolicissimo delle Due Sicilie ad opera dei generali savoiardi che sul Garigliano ruppero l’ultima linea organizzata dei Borbone. Queste vicende tragiche ed eroiche della nostra terra avranno spazio nella cornice della manifestazione di modellismo che si svolgerà nel Park Hotel di Baia Domizia. Un incontro che si sviluppa sulla costa per la seconda volta all’insegna della storia e della passione dei soldatini in miniatura.
La premiazione dei migliori modellini, appositamente valutati da una scelta commissione, sarà gratificata con il Giglio d’oro Borbonico il 24/03/2007.
Per adesioni e informazioni 0823 - 93 01 51 0823 – 93 01 11
E-mail:Info@hotelparkcristina.com
333/3232191
Terra Nostra per la salvaguardia del Real sito Borbonico di Carditello
Al Circolo Sociale di Caserta si è svolto l’incontro promosso da Terra Nostra a difesa della tenuta di Carditello, che come è noto rischia di essere venduta all’asta. All’appuntamento sono intervenuti quali parti istituzionali il consigliere regionale Angelo Polverino e l’assessore provinciale Lucia Esposito. I due esponenti di enti coinvolti nella questione hanno espresso il proposito di impegnarsi per la salvaguardia del sito storico. L’on. Polverino è promotore di un progetto di legge, per inserire nell’area di Carditello un museo della civiltà contadina che abbia i crismi di una vera istituzione museale. Infatti attualmente per il sito vi è solo un embrione di tale progetto, senza alcun profilo organizzativo e giuridico che lo qualifichi come museo. Gennaro De Crescenzo, Presidente Del Movimento Neoborbonico chiede che si valorizzi il luogo con sistemi multimediali, tali da vivacizzare e rendere interessante la materia storica. Il tutto in un contesto di valorizzazione culturale e turistica della provincia di Caserta. L’assessore Esposito da parte sua, pur parlando in chiave personale, si è impegnata a riferire e promuovere la questione Carditello in ambito provinciale. La prossima mossa per gli organizzatori dell’iniziativa è coinvolgere il Consorzio di Bonifica, attuale proprietario della tenuta, ma soprattutto avere una audizione dall’assessore regionale Cozzolino. Quest’ultimo ha espresso in una lettera ad Angelo Polverino l’intendimento di salvaguardare il sito di Carditello con iniziative che devono trovare la copertura economica nel bilancio regionale che si va ad approvare a dicembre prossimo. In conclusione molti sono i punti da affrontare: controinformazione che coinvolga l’opinione pubblica, convergenza bipartisan sull’iniziativa politica nell’assemblea regionale, coinvolgimento di regione e provincia, studio tecnico di progettazione. Terra Nostra intende spendersi su questa problematica che non è certo di poco conto nell’ambito della preservazione del nostro patrimonio culturale.
v a i i n: e v e n t i p e r l e f o t o
SALVIAMO LA TENUTA DI CARDITELLO
La tenuta di Carditello è un sito particolare che rappresenta un pezzo della storia, un tassello che mantiene viva la memoria della gente campana. Questo luogo ispirato rischia di essere venduto all’asta per trasformarsi in albergo o fast food. Un destino infame che aleggia su molti nobili monumenti.
La nostra regione subisce l’attacco senza limite al paesaggio, alla cultura ed alla vita stessa con un offensiva di speculazione e di sfruttamento.
Carditello è un simbolo di arte che non può essere sacrificato al vandalismo trinariciuto dei nostri tempi e per il quale bisogna mobilitare tutte le coscienze. E’ giunto il tempo di non recedere di fronte all’avanzata della barbarie anonima che nulla risparmia.
Parliamo del Real Sito di Carditello e proponiamo la salvezza del nostro patrimonio a quanti sono ancora sopravvissuti alla lobotomia del sistema nel Circolo Sociale di Caserta il giorno 24 novembre 2006 alle ore 18,00. Interverranno i consiglieri regionali Oliviero e Polverino, l’assessore provinciale Esposito in un incontro bipartisan all’insegna dell’emergenza.
Il “Real Sito di Carditello” è un complesso architettonico di grande valenza storica e culturale della metà del ‘700, voluto da Ferdinando IV di Borbone come Sito Reale, o Reale Delizia.
DIFENDI LA TUA TERRA – LE TUE RADICI – LA TUA STORIA
Terra Nostra: non sversate nelle cave
No all’utilizzo delle cave dimesse come deposito di rifiuti (previsto nell’accordo firmato da sindaco di Caserta, presidente della Provincia e commissario di Governo) dall’associazione Terra Nostra.
Dopo la distruzione delle montagne i vuoti saranno colmati dalle balle di mondezza. Le famose ecoballe che non sono a norma e per le quali la magistratura napoletana sta indagando il governatore, i vari commissari e subcommissari, FIBE, Romiti, consulenti etc. La massa di rifiuti incellofanata produce percolato, inquina le falde, fa male alla gente tanto che nella classifica nazionale per aspettativa della vita siamo agli ultimi posti, causa i tanti tumori che attaccano la nostra gente. Ebbene mentre da anni si combatte per delocalizzare le cave, che peraltro continuano a produrre le loro polveri sottili con fumi cementizi dei cementifici annessi, ecco che ci si appresta a portare le ecoballe nelle cave. Avremo il triste privilegio, unico capoluogo di provincia italiano, di ospitare un deposito di ecoballe nella cintura cittadina.
Rione Vanvitelli, a Terra Nostra piace il Pru
L’associazione Terra Nostra interviene sul contestato piano di recupero del Rione Vanvitelli, “commissionato dalla precedente giunta all’architetto Pagliara. L’associazione ha contestato in passato altri progetti curati da Pagliara, ma “il professionista napoletano nel caso specifico ha prodotto un progetto pregevole che si allinea per una volta a canoni urbanistici non trionfalistici o stravaganti, ma piuttosto risulta rispettoso delle necessità della gente. Il Rione Vanvitelli da anni aspetta un intervento di riqualificazione che metta in campo misure strutturali atte a portare in questo quartiere una dimensione di vivibilità normale. Attualmente questa area, pur trovandosi collocata in un contesto che non può essere considerato periferico rispetto allo sviluppo della città, vive una profonda condizione di emarginazione. Il quartiere è per molti versi impraticabile ad automezzi causa la mancanza di rampe che colleghino i fabbricati alla strada. Questo impedimento favorisce la presenza di una diffusa microcriminalità che trova rifugio nei porticati isolati mentre nel contempo è limitata la possibilità di accesso per autoambulanze o di altri servizi pubblici di emergenza”. Lo spazio interessato dal piano di recupero “una volta era un campo di calcio mentre oggi è uno squallido paesaggio. Un luogo che dovrebbe essere trasformato dal piano controverso con giardini, campi di bocce oltre che chioschi per botteghe e piccoli negozi. L’attuale maggioranza di fronte all’ipotesi di restyling, progettata e finanziata dalla giunta precedente e dal commissario prefettizio, segna il passo, anzi si è chiusa a riccio, opponendosi tout court al piano che identifica con una evidente forzatura con la creazione di centri commerciali. Un atteggiamento preclusivo che sembra non scendere alla considerazione della realtà effettiva che è ben altra cosa e che non prevede la creazione di un centro commerciale. In questo caso, in una sorta di persistenza degli aggregati, gli slogan della campagna elettorale prevalgono sulla politica di programmazione del territorio. Una facile demagogia nichilista vorrebbe mantenere uno status quo di desolazione per un quartiere sensibile in cui urge l’intervento della mano pubblica invocata peraltro dalla gente che vi abita”.
SOLO NOI !!!
Il nostro territorio è in bilico tra immondizia e cave, un paesaggio da incubo dove la vita diventa sempre più degradata. Una condizione ambientale terribile e vergognosa che sta apportando malattie e disagio alla gente senza la speranza di una soluzione. Il nostro stato di fatto, come regione e come provincia, alimenta in Italia e nel mondo i peggiori pregiudizi sulla nostra terra. Una macchia infamante che rende oggi la Campania lo zimbello dell’Europa. Tutto questo nell’inerzia di una classe dirigente assente e colpevole. Solo Noi abbiamo la crisi perenne dell’immondizia che sta sommergendo le nostre città e le campagne. Ad una maggioranza collusa con inconfessabili poteri si contrappone una opposizione assente ed apatica, incapace di proporre un alternativa credibile. Solo Noi abbiamo le montagne sventrate senza limiti e senza regole. Il paradosso è che al governo regionale e provinciale vi sono uomini e donne che proclamano la salvezza dell’ambiente mentre in realtà si avvelena la terra e si annienta il futuro dei nostri figli.
Bisogna che la gente si scuota e chieda a gran voce la soluzione del problema prima che sia troppo tardi.
Bisogna uscire dall’emergenza rifiuti con un piano straordinario, reclamare la raccolta differenziata, i centri di stoccaggio di rifiuti speciali che agiscano gratuitamente, le isole ecologiche, il compostaggio dei rifiuti umidi, la costruzione di termovalorizzatori.
Necessita il controllo del territorio da parte degli apparati di vigilanza per fermare gli inquinatori, i distruttori dell’ambiente. Caserta deve essere liberata dall’immondizia e dalle cave ad ogni costo anche con il ricorso a provvedimenti speciali.
Per questo obiettivo non c’è altra via che mobilitare le coscienze e fare pressione sulla politica in ogni modo, prima che sia troppo tardi.
C a s e r t a
Coordinamento spontaneo di residenti e commercianti di: Rione Tescione, Aldifreda e via Ruggiero
Al Sindaco di Caserta Ing. Nicodemo Petteruti
Al Comandante dei Vigili Urbani Dr. Francesco Delvino
All’Assessore al Traffico e Mobilità Dr. Antonio Ciontoli
E.p.c. A Sua Eccellenza il Prefetto Dr. Elena Stasi
E.p.c. Al Difensore Civico Avv. Adolfo Russo
SEDI
Oggetto: Piano traffico in Rione Tescione, Aldifreda e via Ruggiero.
Si porta a conoscenza che il coordinamento popolare per il traffico è nato per rivendicare il diritto di poter agevolmente circolare ed accedere nella zona e rendere il quartiere più vivibile. Le modifiche al traffico che furono apportate dalla precedente Amministrazione furono da noi contestate perché penalizzarono e continuano a penalizzare fortemente i cittadini e gli esercenti. Dalla nuova Amministrazione, che allora opposizione ci aiutò in questa battaglia, ci saremmo aspettati un cambiamento che però a distanza di mesi dal suo insediamento non è avvenuto e non ha fatto nulla per modificarlo. Come residenti, commercianti e associazioni, possiamo affermare che la circolazione veicolare è peggiorata e che incide negativamente sulle persone del popoloso quartiere. Pertanto come abitanti, chiediamo:
· L’inversione di marcia in via Ruggiero, relativamente al tratto stradale compreso tra via F. Correra e piazza Aldifreda (direttrice del senso di marcia ovest-est, opposto a quello attuale).
· L’inversione del senso di marcia attuale di via Labriola.
· Installazione di un impianto semaforico lampeggiante in piazza Aldifreda per meglio evidenziare l’incrocio a quattro vie di accesso in direzione del pronto soccorso ospedaliero.
· Idonea segnaletica sia orizzontale che verticale, la cui carenza contribuisce ad una serie di inconvenienti e rischi.
· Presenza di Vigili Urbani in modo costante.
Facciamo presente che siamo in possesso di circa mille sottoscrizioni per la richiesta in oggetto.
Confidiamo in un Vostro riscontro e Vi porgiamo distinti saluti.
Coordinamento Popolare per il traffico Per comunicazioni
333-3232191 Pasquale Costagliola
338-2096103 Alberto Montanaro
0823-302725 Gino Di Leone
DOCUMENTO PROTOCOLLATO IN DATA 26 OTTOBRE 2006











































CORRIERE DI CASERTA -
Lunedì 13 Febbraio 2006
L’architetto
Mungivera: l’opera non porterà nessun beneficio alla viabilità, i soldi si
spendano per completare i lavori interrotti.
“GLI SCAVI IN
VIALE DOUHET DEVASTERANNO LA PIAZZA”




















































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C
O M U N I C A T O
Ø
OLD
CITY: individuazione e valorizzazione
degli edifici storici della città di Caserta.
Ø
TERRA
FELIX: alla scoperta dei siti
d’interesse comunitario della provincia di Caserta.
Ø
VIRGOPOLI
3: tutela, recupero e valorizzazione
dei rilievi collinari locali.
Ø
AUGUSTUS:
pianificazioni dell’emergenze territoriali.
Gli
interessati alla frequenza dei corsi proposti dovranno produrre apposita
richiesta di partecipazione. I moduli per la presentazione della domanda
d’iscrizione dovranno essere ritirati e consegnati entro
il 30 gennaio 2005.
Per
ulteriori informazioni e/o per il ritiro dei modelli d’iscrizione gli
interessati potranno contattare i seguenti numeri:
338-2 0 9 6 1 0 3 - 333-3 2 3 2 1 9 1
















CONTINUA LA RACCOLTA DI FIRME PER IL CAMBIO DI MARCIA NELL'ULTIMO TRATTO DI STRADA DI VIA E.RUGGIERO IN USCITA SU PIAZZA ALDIFREDA.
UNA PETIZIONE PER POTER USCIRE DALLA ZONA BLOCCATA DAI SENSI UNICI.
IL COORDINAMENTO POPOLARE PER IL TRAFFICO HA ORGANIZZATO LA RACCOLTA DI FIRME PRESSO:
BAR DI LEONE - BAR MILAN - BAR DE LUCA -
PASTICCERIA CALENDA - ORTOFRUTTA ANTONIO ROSARIO - SALUMERIA ROVIELLO -
PIZZERIA TRE BANDIERE - CIRCOLO DEGLI AMICI - EDICOLA BARONE VIA TESCIONE -
FABBRICA DEL CIOCCOLATO PAOLILLO.
IL COORDINAMENTO HA RAGGIUNTO QUOTA 1.000 (MILLE) FIRME DI ADESIONE.

ARTICOLO RIPORTATO DAL CORRIERE DI CASERTA DI VENERDÍ 12 NOVEMBRE 2004








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DUE MOMENTI DELL'INCONTRO ALL'ASCOM
AI CONSIGLIERI COMUNALI
E AI CAPIGRUPPO
DEL COMUNE DI CASERTA
I sottoscritti rappresentanti delle Associazioni e del Coordinamento spontaneo di Comitati anche in relazione alla preoccupante situazione di crisi ambientale prospettatasi nell'attuale momento per la città di Caserta, stigmatizzano la condizione di insostenibilità del dispositivo di traffico attualmente vigente. I sottoscritti sottolineano la assoluta incoerenza della progettualità comunale che non tiene conto delle elementari esigenze della popolazione per quanto riguarda la mobilità. I quartieri e le Frazioni sono state chiuse in una politica di Ghettizzazione mentre l'utenza debole è penalizzata sotto tutti gli aspetti. Le rilevazioni ed i dati prodotti in questo momento segnalano una condizione di inquinamento atmosferico ed acustico che ha raggiunto i livelli massimi, una condizione che risulta aggravata dai provvedimenti adottati. I sottoscritti in relazione alla problematica generale di vivibilità propongono dei correttivi di applicazione immediata con allegazione di progetti corredati di piantine.
Caserta, 01-12-2004
Coordinamento spontaneo di: Rione Tescione-Aldifreda, Quartiere Acquaviva, San Clemente, Tredici, Parco Cerasole e Centurano.

IL COORDINAMENTO CITTADINO PER IL TRAFFICO DEL RIONE TESCIONE-ALDIFREDA-VIA E. RUGGIERO CHIEDE, CON LA MASSIMA URGENZA, LA MODIFICA DEL PIANO TRAFFICO NELLA SUDDETTA ZONA E SUGGERISCE L’ALTERNATIVA RIPORTATA NELLA PLANIMETRIA SOPRA AMPIAMENTE ILLUSTRATA.
IL DOCUMENTO QUÍ SOTTO È STATO PROTOCOLLATO IL 29/11/2004






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COMUNICATO DEI COMITATI DI QUARTIERE CENTURANO-SAN CLEMENTE E DELLE ASSOCIAZIONI - ITALIA NOSTRA-LEGAMBIENTE-LIPU-MACRICO VERDE-WWF E TERRA NOSTRA SUL CONSIGLIO COMUNALE DEL 20 DICEMBRE 2004
Ancora una volta,in modo traumatico,la città di Caserta si vede fare giustizia e assicurare un processo di normalità e di vivibilità attraverso l'opera della Magistratura e delle Forze dell'Ordine. A questi e a quei Cittadini che,con caparbietà hanno creduto e cercato giustizia,in tutti questi anni,va il plauso e la gratitudine di tutti noi. Le Associazioni Ambientaliste e i Comitati di Quartiere,per supportare l'opera di pulizia hanno già costituito un Comitato Tecnico Giuridico e chiesto
Alla Regione Campania:
A) la costituzione di parte civile nel procedimento penale a carico dei responsabili;
B) la revoca immediata delle autorizzazioni per tutte le ditte coinvolte nell'operazione Olimpo e incameramento della fidejussione in quanto,aldilà dell'eventuale esito processuale è stato ampiamente provato che l'attività estrattiva avveniva su superfici non autorizzate e che quelle autorizzate,di fatto,erano ormai esaurite;
C) l'avvio della ricomposizione coatta o sostituzione della Regione nelle operazioni di ricomposizione senza autorizzazione alla vendita di materiale,previa approvazione di un progetto di sistemazione,recupero e ripristino da concordare anche con le Associazioni Ambientaliste e i Comitati di Quartiere;
D) il commissariamento del Genio Civile di Caserta.
Al Consiglio Regionale:
di modificare ed approvare il PRAE,parametrato sui 20 anni con l'accoglimento delle osservazioni delle Associazioni Ambientaliste,così come richiesto nel documento del gennaio scorso,e vietando,in ogni caso,la possibilità di cavare in tutte le aree di crisi e nelle cave abbandonate.
Alla Provincia:
A) la costituzione di parte civile nel procedimento penale a carico dei responsabili;
B) di assumersi tutte le responsabilità in ordine ai compiti affidatole dalla legge per il controllo amministrativo delle attività di cava;
C) di prevedere nel progetto di bilancio di previsione adeguati fondi per la costituzione di un apposito ufficio cave e la formazione del personale destinato a tale attività;
D) di richiedere alla Regione Campania:
la revoca immediata delle autorizzazioni per tutte le ditte coinvolte nell'operazione Olimpo e incameramento della fidejussione in quanto,aldilà dell'eventuale esito processuale è stato ampiamente provato che l'attività estrattiva avveniva su superfici non autorizzate e che quelle autorizzate,di fatto,erano ormai esaurite;
il commissariamento del Genio Civile di Caserta.
Ai Sindacati e alle Organizzazioni Professionali degli Agricoltori e delle Associazioni dei Piccoli Proprietari Immobiliari:
A) di costituirsi parte civile nel procedimento penale a carico dei responsabili per i danni riportati al settore agricolo e al mercato immobiliare;
B) di richiedere alla Regione Campania:
la revoca immediata delle autorizzazioni per tutte le ditte coinvolte nell'operazione Olimpo e incameramento della fidejussione in quanto,aldilà dell'eventuale esito processuale è stato ampiamente provato che l'attività estrattiva avveniva su superfici non autorizzate e che quelle autorizzate,di fatto,erano ormai esaurite;
il commissariamento del Genio Civile di Caserta.
Ai Comuni di Caserta,Maddaloni e Valle di Maddaloni (Amministrazioni attive):
A) la costituzione di parte civile nel procedimento penale a carico dei responsabili;
B) di revocare,per motivi di opportunità,ogni incarico all'ing. Ribattezzato e porre mano (Comune di Caserta) ai lavori di recupero delle tre cave abbandonate (Cocozza,Fusco e De Lucia) quale mera ricomposizione ambientale così come proposto nei progetti del 1995;
C) di richiedere alla Regione Campania:
la revoca immediata delle autorizzazioni per tutte le ditte coinvolte nell'operazione Olimpo e incameramento della fidejussione in quanto,aldilà dell'eventuale esito processuale è stato ampiamente provato che l'attività estrattiva avveniva su superfici non autorizzate e che quelle autorizzate,di fatto,erano ormai esaurite;
il commissariamento del Genio Civile di Caserta.
Sarebbe troppo semplice dire "noi avevamo ragione". Noi abbiamo sempre avuto ragione sulla questione ambientale e sui disastri provocati da un'illecita attività estrattiva a Caserta,così come nella maggior parte del territorio Casertano,dove esistono cave. A nulla sono valse fino ad ora le denunce e le proposte,le manifestazioni e le richieste ai decisori politici che,ancora una volta escono delegittimati da una vicenda e un disastro morale e materiale da anni annunciati.
I Cittadini,i Comitati e le Associazioni Ambientaliste non si sono mai fermati alla semplice protesta o richiesta di chiusura delle attività estrattive in città,hanno sempre accompagnato la loro protesta con precisi inviti alla P.A. di svolgere il proprio compito sia di controllo del territorio che di proposta di ipotesi per uno sviluppo alternativo di tutta l'area estrattiva che interessa oltre 10 km2
ISTITUIRE IL PARCO URBANO DEI MONTI TIFATINI
è diventato più che mai urgente,di fronte ai problemi occupazionali,al disastro ambientale,secondo solo a quella di Severo degli anni settanta,provocato dalle attività estrattive e dalla chiusura ripetuta di fabbriche e opifici nella zona. Diossina,rifiuti,attività illecite,inquinamenti,camorra in una parola un modello di sviluppo lontano dalla vocazione del nostro territorio e dalle risorse in esso presenti. Tutto questo a fatto di Caserta e della sua provincia fra i primi territori in Europa per emergenza ambientale,ma dove è l'unica provincia dei paesi OCSE a non avere neanche un assessore provinciale all'ambiente e all'ecologia.
I Comitati di Quartiere,le Associazioni Ambientaliste,la Città chiede al Consiglio Comunale di Caserta di approvare i seguenti atti:
A) l'istituzione del Parco Urbano dei Monti Tifatini ai sensi della L.R. n.13/03,la cui proposta è stata già elaborata dal movimento ambientalista nel2002;
B) di approvare un atto nel quale impegni la città a destinare i soldi non versati dai cavaioli(1,2 milioni di €)per continuare la realizzazione della fascia a verde,quale soluzione di continuità fra l'abitato e le cave,il cui primo lotto è stato già attuato in via Montagna nel 1996;
C) di richiedere alla Regione Campania:
la revoca immediata delle autorizzazioni per tutte le ditte coinvolte nell'operazione Olimpo e incameramento della fidejussione in quanto,aldilà dell'eventuale esito processuale è stato ampiamente provato che l'attività estrattiva avveniva su superfici non autorizzate e che quelle autorizzate,di fatto,erano ormai esaurite;
il commissariamento del Genio Civile di Caserta.
Comitato di Parco Cerasola: Giovanna Maietta
Italia Nostra: Maria Rosaria Iacono
L I P U: Fabio Procaccini
Legambiente: Leopoldo Coleti
Terra Nostra: Pasquale Costagliola
Comitato di San Clemente: Carlo Corbo
Macrico Verde: Sergio Tanzarella
W W F: Guido Guerriero

